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mercoledì 20 gennaio 2010

STRESA, LE ISOLE BORROMEE, VILLA PALLAVICINO E IL MOTTARONE

STRESA E LE ISOLE
Stresa (così anche in insubre) è un comune di 5.155 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola. La prima fonte storica che cita l'esistenza di Stresa è una pergamena del 998, nella quale il luogo viene chiamato "strixia", termine di probabile derivazione longobarda che significa "striscia di terra".Curiosità:Le Margheritine, dolcetti tipici di Stresa, furono ideate nel 1857 dal pasticcere Piero Antonio Bolongaro per farne omaggio all'allora principessa Margherita di Savoia, futura prima regina d'Italia, mentre si trovava in villeggiatura nella Villa Ducale di Stresa.Stele preromaniche: a Levo, frazione di Stresa - nel 1877, durante la costruzione di un edificio sono state rinvenute alcune tombe con corredo fittile-ornamentale e cinque lastre tombali in caratteri Leponzio-Liguri e latini. Tre di queste stele, datate al I secolo a.C., si possono ammirare nell’oratorio dei SS. Giacomo e Filippo dove una lapide racconta la storia di questo tempio. L’edificio, monumento nazionale dal 1909, fu restaurato nel 1944.

Isole Borromee
L'arcipelago delle Isole Borromee è situato nel medio lago Maggiore, a occidente, nel braccio di lago chiamato golfo Borromeo che vede affacciate e contrapposte Stresa e Pallanza.

L'arcipelago si compone di tre isole, un isolino ed uno scoglio:
Isola Madre
Isola Bella
Isola dei pescatori
Isolino di San Giovanni
Scoglio della Malghera

per una superficie complessiva di circa 18 ettari (18.000 m²).

Storia:
Nel XIV secolo i Borromeo, potenti feudatari della zona ma originari di Firenze, divennero proprietari delle isole e iniziarono così la loro trasformazione. Tutt'oggi la famiglia possiede ancora l'Isola Bella e l'Isola Madre, oltre ai due scogli emersi conosciuti come Castelli di Cannero per via delle rovine di due fortificazioni medioevali.

L'isola dei pescatori è l'unica abitata stabilmente, anche se da una piccola comunità, mentre le due isole "sorelle" sono ambite tra i turisti che ammirano i due splendidi palazzi e i relativi giardini, famosi in tutta Europa per la qualità del paesaggio e per la cura e la varietà delle architetture vegetali, composte da oltre 2000 varietà di specie differenti.

Nell'Isola Madre è presente anche una numerosa fauna di volatili orientali, come pavoni bianchi, fagiani dorati e pappagalli, liberi nello splendido giardino.

L'Isola Bella possiede invece un giardino che, abilmente progettato nei secoli, presenta fioriture multicolori per tutto l'anno, a rotazione tra le varie specie floreali (rose, orchidee, bulbose, magnolie, frutteti, azalee, gardenie, glicini).
VILLA PALLAVICINO

Villa Pallavicino esprime e riassume in modo suggestivo e compiuto l’ideale della dimora antica sul Lago Maggiore alla metà dell’’800, entro la cornice ambientale e paesaggistica dello sterminato parco che la circonda e di fronte ad uno dei più aperti e celebrati panorami di tutto il Verbano.
Ideatore e primo realizzatore di questa dimora fu Ruggero Borghi, amico del Manzoni e del Rosmini, che si era invaghito delle bellezze incontaminate del Lago Maggiore. Ingrandita dal successivo proprietario il duca di Villombrosa fu acquistata nel 1862 dai marchesi Pallavicino, che ne sono ancora oggi i proprietari.
La Villa è circondata da uno splendido giardino all’inglese con l’intento di preservare la spontaneità dell’ambiente naturale del Lago Maggiore.
Il Parco si estende per circa 15 ettari dove si alternano spazi aperti a prato e arbusti a zone con grandi alberi.

Il Parco della Villa Pallavicino vi aspetta a Stresa, per trascorrere una giornata indimenticabile in uno dei luoghi più suggestivi del Lago Maggiore.
Il Parco si sviluppa in un’area di circa 20 ettari tra viali fioriti, alberi secolari e un meraviglioso giardino botanico.L’attrazione principale del Parco è costituita dai nostri animali.
Potrete osservare più di 40 specie tra mammiferi e uccelli esotici (lama, canguri, zebre, fenicotteri), che vivono in ampi spazi naturali.
Inoltre, per rendere ancora più completa la vostra giornata, all’interno del Parco troverete il Ristorante “Le Scuderie”, il “Chalet Bar”, il negozio “Parcobello” e diverse zone adibite per il pic-nic. I più piccoli potranno divertirsi in un attrezzato parco giochi.


Un bellissimo parco faunistico-botanico per grandi e piccini!!


http://www.parcozoopallavicino.it/index.html
IL MOTTARONE

Il Mottarone è una montagna delle Alpi alta 1.491 m, situata tra il Lago Maggiore e il Lago d'Orta.

Vie di comunicazione:
La vetta è collegata ad Armeno tramite una strada provinciale; ad Alpino, frazione di Gignese, tramite una strada a pedaggio ed a Stresa tramite la Funivia Stresa-Alpino-Mottarone.

Un tempo arrivare in cima al Mottarone non era così semplice. Per questo il 7 settembre 1911 venne inaugurata la ferrovia a cremagliera che collegava Stresa alla vetta del Mottarone. In poco più di un'ora, con tappe intermedie all'Alpino (fraz. di Gignese) e alla stazioncina detta la Borromeo, il trenino arrivava alla stazione del Mottarone. Nel 1973, venne sostituita dall’attuale funivia.

La funivia parte da Piazzale Lido, a Carciano, frazione di Stresa e in circa venti minuti raggiunge un pianoro nei pressi della cima del Mottarone. Recentemente è stata costruita una seggiovia che collega la stazione di arrivo della funivia con la vetta vera e propria.


Prodotti tipici:

Nella zona del Mottarone si producono numerosi formaggi. Il più famoso è la Toma del Mottarone, che viene fatto stagionare in alcuni alpeggi sottostanti la vetta, come l'Alpe della Volpe con le antiche tecniche tradizionali. Vi sono poi una serie di caseifici ad Armeno, Ameno, nel Vergante e nella bassa Val d'Ossola che producono la Toma del Mottarone in maggiori quantità, destinandola agli esercizi commerciali di Piemonte e Lombardia.

Turismo e sport invernali


Storia:

Gli impianti sciistici del Mottarone: in primo piano la stazione di partenza dello skilift doppio Selva Spessa

Il turismo sul Mottarone si iniziò a diffondere nella seconda metà dell'Ottocento, e subì un impulso a partire dal 1884, anno di apertura del Grand Hotel Mottarone. Lo sci sul Mottarone iniziò a diffondersi dal 1908, quando il Grand hotel Mottarone decise di aprire anche in inverno.

Nel 1909 nacque lo Sci Club Mottarone uno dei primi d'Italia, ma lo sci come sport di massa, arrivò dal 1911, anno dell'inaugurazione della ferrovia a cremagliera Stresa-Mottarone (la prima a cremagliera in italia), che percorreva il percorso di 10 km in circa un'ora, effettuando sei fermate.

Tra il 1912 e il 1915 il Mottarone iniziò ad affermarsi come una delle maggiori località sciistiche italiane, gli sciatori accorrevano numerosi ed utilizzavano il trenino come skilift (veniva ripreso alla fermata precedente all'arrivo in vetta). Dopo la 1° guerra mondiale, lo sci al Mottarone, venne praticato ancora più di prima, anche grazie alla costruzione della carrozzabile proveniente da Armeno, inaugurata nel 1930.

Il 20 gennaio 1935, al Mottarone venne disputata la prima gara intenzionale di sci in Italia, denominata, visti i tempi "Coppa d'oro del Duce", in occasione di quest'evento venne realizzato anche un trampolino per il salto con gli sci. Nel 1940 venne inaugurato il primo vero impianto di risalita per sciatori, si trattava di una slittovia, chiamata da tutti "slittone". Essa era tirata da un argano posto in cima alla vetta e trasportava una trentina di sciatori alla volta lungo quello che adesso è il percorso della sciovia Selva Spessa. Nel primo tratto la salita correva parallela al trampolino di salto con gli sci, poi dismesso, di cui sono poi rimaste visibili per decenni i muretti del dente.

La guerra mise però in difficoltà lo sci ed anche il turismo, visto che il 17 gennaio 1943 il Grand Hotel Mottarone bruciò interamente a causa di un corto circuito. Al termine della guerra la situazione si presenta difficile, ma ciononostante, nel 1948 venne inaugurata la strada Borromea, che permise di raggiungere il Mottarone in auto da Stresa.

Negli anni Cinquanta al Mottarone vengono costruiti moderni impianti skilift, che consentono di ampliare il comprensorio sciistico e di accogliere un maggiore numero di sciatori. Vennero invece smantellati lo "slittone" ed il trampolino per il salto. Alla fine degli anni Cinquanta al Mottarone c'erano 4 skilift: Baby 1 (che fu il primo skilift ad essere costruito), Selva Spessa, Baby 2 e La Rossa.
Nel 1963 cessava di funzionare anche il trenino a cremagliera, smantellato per lasciare il posto all'attuale funivia, inaugurata nel 1970. Negli anni precedenti l'inaugurazione della funivia, si ebbe un ammodernamento degli skilift, operato dalla ditta torinese Marchisio: nel 1964 il "Selva Spessa" venne sostituito da uno skilift doppio. Nel 1969 fu, invece, il "Baby 1" a venire rinnovato. Nel 1970 al Mottarone c'erano 6 skilift, tutti costruiti dalla ditta piemontese Marchisio: Baby 1, Baby 2, Selva Spessa, Selva Spessa bis, La Rossa e Baita Omegna. Quest'ultimo venne inaugurato proprio nel 1970 e consentiva un ampliamento del comprensorio sciistico, con piste panoramiche sul Lago d'Orta.

L'affluenza agli impianti sciistici è sempre molto alta, e grazie a questo vengono costruiti nuovi skilift. Nel 1974 il vecchio impianto della Rossa, viene sostituito da un nuovo skilift, tutt'ora in funzione. Nel 1976 venne ulteriormente ampliato il comprensorio sciistico grazie alla costruzione dello skilift Alpe Corti, tutt'ora in funzione, che serve una pista lunga 2,5 km, con uno spettacolare arrivo panoramico sul Lago Maggiore. Alla fine degli anni settanta venne, invece smantellato lo skilift Baby 2. Negli anni Ottanta, il Mottarone iniziò, però, a subire inverni con scarse nevicate e la concorrenza delle stazioni sciistiche dell'Ossola, in particolare Macugnaga.
Per rilanciare lo sci nel 1988 vennero inaugurati altri due skilift, il Baita Omegna ed il La Rossa, tutt'ora funzionanti. Il primo sostituì il vecchio impianto Marchisio del 1970, il secondo aumentava la portata oraria della stazione essendo parallelo al vecchio La Rossa.

Gli anni Novanta furono abbastanza positivi, anche se gli impianti del Mottarone arrivarono all'alba del Terzo Millenio, con un cambio di gestione e molte incertezze. L'entusiasmo della nuova gestione portò, nel 2001, al Mottarone molte gradite novità: vennero costruiti tre nuovi skilift, in sostituzione degli ormai vetusti impianti Baby 1, Selva Spessa, Selva Spessa bis. I nuovi skilift, Baby, Selva Spessa 1 e Selva Spessa 2, consentirono di aumentare la portata oraria complessiva della stazione sciistica fino a 5600 persone.
Altra importantissima novità che entrata in funzione nell'inverno 2001-2002, è l'impianto di innevamento programmato, che serve 5 piste, con possibilità di apliamento.
Inoltre il Mottarone ha aderito al progetto Neveazzurra, che ha creato un unico skipass per tutte le località sciistiche del VCO.

Gli ultimi inverni al Mottarone sono stati abbastanza positivi, e per il futuro si vuole procedere con l'introduzione di novità di anno in anno, in particolar modo dal 2009 è stata creata una seggiovia biposto, che collega la stazione di arrivo della funivia da Stresa, con la Croce in vetta alla montagna.
Negli ultimi anni si è però pensato anche al turismo estivo: nell'estate 2007 è stata inaugurata una pista per praticare tubby, mentre nell'estate 2008 è stata realizzata una pista con manto sintetico per poter sciare anche d'estate. Per la realizzazione di queste due attrazioni estive la località, si è dotata, dall'estate 2007, di un tapis roulant, che funziona anche in inverno, servendo il Campo Scuola per i principianti.

Curiosità:
Nella cappelletta che si incontra tra l'arrivo della funivia che giunge da Stresa e la partenza della sciovia Baby 2, a una parete è appesa la maglia rosa di Vittorio Adorni, vinta al Giro d'Italia del 1965. La moglie di Adorni, Vitaliana, è stata per anni maestra di sci presso la Scuola di Sci del Mottarone. A lei è dedicata la fonte Vitaliana, posta lungo la strada asfaltata nei pressi della vecchia stazione del trenino la Borromeo.



Piste di sci alpino:

Sono presenti ventuno piste, di cui otto blu, dieci rosse e tre nere della lunghezza complessiva di 21 km. Cinque di queste godono di un impianto di innevamento programmato per un totale di oltre 5 km. Le piste sono servite da 7 skilift e da un nastro trasportatore.

Ecco un elenco delle piste di sci alpino del Mottarone.
Piste servite dallo skilift Baby
Baby 1

Piste servite dal tapis roulant Campo Scuola
Baby 1 bis (Campo Scuola)

Piste servite dallo skilift Selva Spessa 2
Campetti Milanesi
Selva Spessa

Piste servite dallo skilift Selva Spessa 1
Selva Spessa bis
Scoiattoli

Piste servite dallo skilift Alpe Corti
Alpe Corti
Variante Alpe Corti

Piste servite dallo skilift La Rossa
Baby 2
Bosco
Bosco 1
Bosco 2
La Rossa
Variante Rossa
Raccordo Rossa/Selva
Allenamenti
Variante Allenamenti
Triasan

Piste servite dallo skilift Baita Omegna
Baita Omegna
Variante Baita
Sasso Rana

Impianti di risalita attuali:
Funivia Stresa-Alpino-Mottarone, costruita dalla ditta Piemonte Funivie nel 1970
Seggiovia biposto Mottarone Vetta, costruita dalla ditta Leitner nel 2009
Skilift Baby, costruito dalla ditta CCM nel 2001
Skilift Selva Spessa 2, costruito dalla ditta CCM nel 2001
Skilift Selva Spessa 1, costruito dalla ditta CCM nel 2001
Skilift Alpe Corti, costruito dalla ditta Marchisio nel 1976
Skilift La Rossa, costruito dalla ditta Leitner nel 1988
Skilift Baita Omegna, costruito dalla ditta Leitner nel 1988
Tapis roulant Campo Scuola, costruito dalla ditta Sunkid nel 2007

martedì 20 ottobre 2009

VERBANIA E VILLA TARANTO


VERBANIA

Verbania è un comune sparso italiano di 31.070 abitanti, capoluogo della provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

Il comune nacque nel 1939 dall'unione dei Comuni di Intra e Pallanza e divenne capoluogo di provincia nel 1992. Verbania presenta un turismo sviluppato dovuto alla privilegiata posizione geografica. Di particolare interesse sono i giardini botanici di Villa Taranto, situati presso Pallanza.


La città sorge su un promontorio a forma di triangolo rovesciato al centro del Lago Maggiore che segna l'estremità settentrionale del golfo Borromeo, in cui sfocia il Toce, su cui s'affacciano Pallanza e Suna. Sulla sponda sud-occidentale sorgono gli abitati di Pallanza e Suna, mentre verso nord-est, separato dal corso del torrente San Bernardino, si trova l'abitato di Intra. La zona è circondata dai monti: a est il monte Rosso mentre a nord l'aspra area montuosa in cui sorge il parco nazionale della val Grande  ed in cui si trovano il monte Zeda (2156 m s.l.m.) ed il pizzo Marona (2051 m s.l.m.). Un'altra riserva naturale, la riserva naturale speciale di Fondotoce , si trova appena fuori dalla città, alla confluenza del Toce nel lago Maggiore.


STORIA

Il comune venne istituito nella prima metà del XX secolo durante il Fascismo: nel 1927 Trobaso e Zoverallo vennero aggregati a Intra, mentre Cavandone e Suna vennero aggregati a Pallanza. Nel 1929 Unchio venne aggregato a Intra. Infine con il regio decreto n. 702 del 4 aprile 1939 vennero uniti i due comuni di Intra e Pallanza. Fino ad allora il nome Verbania era comunque rimasto legato a quest'area, pur senza avere una connotazione precisa. Il nome deriva da quello del Lago Maggiore, che si chiama anche Verbano.

Il 4 settembre 1850 nasce a Pallanza Luigi Cadorna, militare e politico che guidò l'esercito italiano durante la prima guerra mondiale fino alla disfatta di Caporetto.

Il 20 giugno 1944 è teatro di un eccidio: 43 partigiani vengono fucilati dalle SS tedesche a Fondotoce. Prima però vengono fatti sfilare a piedi per Intra, Pallanza e Suna con il cartello "Sono questi i liberatori d'Italia oppure sono i banditi?". Per questo episodio nel luogo dell'eccidio sorgono oggi il Parco della Memoria e della Pace e la Casa della Resistenza. Il tratto della strada statale 34 che da Fondotoce arriva fino a Gravellona Toce passando vicino al luogo dell'eccidio, è intitolata in loro ricordo 42 martiri (uno dei fucilati venne creduto morto e si salvò).

Il 26 settembre 1944 ad opera di un mitragliamento da parte di un aereo inglese fu affondato il battello Milano, comandato da Antonio Colombo e in servizio pubblico sul Lago Maggiore; sul battello viaggiavano militari in forze a diversi reparti della Repubblica Sociale Italiana e numerosi civili. Grazie all'aiuto di parecchie persone si riuscì a fare avvicinare il battello alla riva permettendo di salvare la vita a tutti coloro che si trovavano sul battello, prima che quest'ultimo affondasse definitivamente in località «Castagnola». A bordo non rimasero persone uccise. Infatti dopo diverse ricerche da parte dei VV.FF. sommozzatori, si è accertato che non vi sono resti di cadaveri a bordo.


CHIESE
Oratorio di San Remigio: dichiarato monumento nazionale nel 1908 è un oratorio in stile romanico situato in cima al promontorio della Castagnola che risale alla prima metà del XI secolo e XII secolo. A questo nel XIV secolo è stato aggiunto un portico. La pianta a due navate che terminano in absidi semicircolari, con una campanile a pianta quadrata sul lato nord. Nell'interno si trovano alcuni affreschi, il più antico dei quali (risalente al XI secolo) ritrae una figura inginocchiata (probabilmente raffigurante Riprando, vescovo di Novara) affiancata da due arcangeli (Gabriele e Michele) di fronte ad un Cristo benedicente. La seconda abside contiene due affreschi di autori differenti, uno raffigurante Cristo con gli apostoli ed il secondo rappresentante i mesi dell'anno.
Chiesa di Madonna di Campagna: riconosciuta monumento nazionale, è una chiesa in stile rinascimentale progettata nella prima metà del XVI secolo da Giovanni Beretta da Brissago in luogo di un preesistente edificio romanico, di cui è rimasto solo il campanile, situata tra Pallanza ed Intra. È suddivisa in tre navate, con un tiburio ottagonale a loggiato. Contiene affreschi risalenti alla fine del XVI secolo, alcune tele dipinte da Camillo Procaccini (1596), una fonte battesimale ed un coro ligneo risalenti al 1582. Imponente l'organo di Alessandro Mentasti (XIX secolo), sopra l'ingresso principale.
Basilica di San Vittore: situata nel centro storico di Intra, la Basilica San Vittore ha assunto la funzione di chiesa principale della città dalla proclamazione di San Vittore come patrono di Verbania (1992), celebrazione che si conclude con la processione e la suggestiva cerimonia della benedizione del Lago. La struttura dell'attuale edificio della Basilica ha origini relativamente recenti. La sua realizzazione inizia nel primo decennio del XVII secolo con la costruzione di una nuova Collegiata in sostituzione dell'antica chiesa preesistente - probabilmente di origine romanico - e termina con la posa della nuova cupola, rivestita inizialmente da una copertura in piombo e poi, dopo la repentina usura di quest'ultima, dalla caratteristica copertura in rame nudo che ancora adesso possiede, inaugurata l'8 settembre 1889. Contemporaneamente, dal 1840 al 1877, si eresse una nuova torre campanaria che si potesse adeguare all'imponenza assunta dal nuovo corpo della Basilica, che terminò nel 1878 con l'installazione di otto campane fuse dalla fonderia "Pasquale Mazzola" di Valduggia. La chiesa conserva il dipinto giovanile di Daniele Ranzoni, "La predica del Battista".
Chiesa collegiata di San Leonardo: situata sul lungolago di Pallanza, è stata costruita tra il 1535 ed il 1590. Il campanile dell'altezza di 65 metri venne edificato a più riprese (la prima parte risale al XVI secolo, la parte terminale venne costruita nel 1689). L'interno è composto da tre navate con volta a crociera terminanti in tre absidi poligonali ed un cupola nascosta da un tiburio. Le sculture lignee, l'altare, il pulpito, il coro, e la copertura della fonte battesimale (così come le tele dipinte) risalgono al XVII secolo. L'organo, risalente nella sua presente edificazione al 1797, opera del varesino Eugenio Biroldi, è il più antico della città.
Chiesa parrocchiale di Santo Stefano: situata nel rione di Villa a Pallanza, è stata costruita nella seconda metà del XII secolo e rifatta parzialmente nel XVII secolo. All'interno è conservata l'Ara delle Matrone, un cippo romano in marmo di Candoglia risalente all'inizio del I secolo riportante una scena di sacrificio sovrastata da un'epigrafe con dedica del liberto Narcisso all'imperatore Caligola. Sugli altri lati sono ritratte danze rituali in onore delle dee matrone. L'organo è di Carlo Vegezzi Bossi (1911) racchiuso in cassa rinascimentale.
Oratorio dei SS. Fabiano e Sebastiano: situata di fronte al lungolago di Suna, risale al XII secolo e ristrutturata ed ampliata nel XVII e XVIII secolo aggiungendo tra l'altro il portico e la scalinata che sale dal lago fino alla chiesa.
Chiesa di Santa Lucia: situata sul lungolago di Suna, risale al XVI secolo. Conserva all'interno 8 tondi dipinti in olio su tela realizzati da Mario Tozzi e situati sulla volta. I quattro tondi, realizzati tra il 1923 e il 1924, sono dedicati a santa Lucia da Siracusa e ad episodi della sua vita, a sant'Andrea da Avellino, a san Francesco d'Assisi ed a san Mauro. Santa Lucia è la patrona di Suna e protettrice degli scalpellini.



VILLA TARANTO


I giardini terrazzati coprono un'area di circa 16 ettari, che ospitano decine di migliaia di piante. Sono percorsi da 7 km di viali ed hanno attualmente una vasta fama in tutto il mondo, in quanto sono considerati tra i più belli d'Europa.

STORIA

Figura chiave per la storia dei giardini di Villa Taranto è quella di Neil McEacharn, Capitano di origine scozzese, fortemente appassionato di botanica e innamorato dell'Italia, paese che aveva visitato per la prima volta in giovinezza.

Nel 1928 McEacharn ritornò in Italia con il preciso intento di mettersi alla ricerca di terreni adatti alla realizzazione e preparazione di un vasto giardino, non riuscendo però al momento a trovare delle offerte soddisfacenti.

Nel 1930, dopo aver fatto pubblicare sul quotidiano britannico "The Times" un'inserzione con questo scopo, ha la possibilità di acquistare dalla Marchesa di Sant'Elia la proprietà La Crocetta, costruita a Pallanza, sul promontorio della Castagnola.

Lo scopo di questo acquisto in terra italiana era quello di dar vita alla sua più grande ambizione, quella di trasformare questo terreno in uno dei più illustri complessi botanici del mondo. I lavori di trasformazione vennero effettuati dal 1931 al 1940, e McEacharn ribattezzò subito la vasta proprietà Villa Taranto, in onore del suo antenato Mc Donald, nominato Duca di Taranto da Napoleone.

La Crocetta, costruita nel 1880 dal Conte d'Orsetti, aveva caratteristiche stilistiche, architettoniche e spaziali completamente differenti dall'attuale Villa Taranto; la proprietà infatti aveva spiccate caratteristiche da architettura nordica e le piante presenti si limitavano a specie comuni come castagni (da cui prende il nome la località), robinie e bambù. Il territorio era molto meno vasto e necessitava di profonde ristrutturazioni in generale.


I GIARDINI

I giardini sono suddivisi in varie zone: serre, giardini terrazzati, aiuole floreali, erbari, ecc. ecc.

Le specie floreali provengono da varie parti del mondo. Tra le specie rare: le grandi ninfee Victoria cruziana (coltivate in serre tropicali), le conifere Metasequoia glyptostroboides, le felci Dicksonia antarctica, le Emmenopterys henryi della famiglia delle Rubiaceae e l'Acer palmatum cap. Mc Eacharn.

I giardini sono visitabili, a pagamento. Le visite sono libere e ogni paianta è corredata da un cartello che ne indica il nome.È possibile raggiungere i giardini non solo via terra (automobile, pulman, ecc. ecc.) ma anche dal lago, c'è un'apposita fermata dove fa servizio la Navigazione Lago Maggiore.


PREZZI D’INGRESSO AI GIARDINI

Stagione turistica 26 marzo – 1 novembre 2009
Singoli adulti ........................................................................................................ € 9,00
Singoli ragazzi (6 a 14 anni) ............................................................................... € 5,50
Comitive da 21 a 100 persone ............................................... per persona € 7,00
Comitive oltre 100 persone .................................................... per persona € 6,00
Comitive di Scuole e Collegi .................................................. per persona € 4,50
Genitori con scolaresche ........................................................ per persona € 4,50
Ingresso gratuito al Capo Comitiva.
Ingresso gratuito a 1 insegnante ogni 20 studenti.
Ingresso gratuito portatori di handicap e accompagnatore.
È consentito l’ingresso con i cani, solo se muniti di guinzaglio.

ORARIO DI VISITA Tutti i giorni, festivi inclusi con orario continuato dalle ore 8.30 alle 18.30
(Ottobre 8.30 – 17.00).

DURATA MINIMA DELLA VISITA Da un’ora ad un’ora e mezza.

RISTORANTE – PIZZERIA – SNACK BAR Tel. (+39) 0323 40 78 85. Situato all’ingresso del parco. Colazione al sacco permessa solo nell’area antistante l’ingresso del Giardino e non possibile in caso di pioggia.

LE VISITE La prenotazione per gruppi non è obbligatoria. Le visite sono libere e le piante tutte nomenclate. Si consigliano i visitatori di seguire l’itinerario indicato dalle frecce numerate in ordine progressivo e di acquistare la Guida dei Giardini. Se uno volesse essere accompagnato durante la visita, si può rivolgere a una delle guide turistiche abilitate per il nostro territorio; l’elenco si trova sul sito dell’Associazione Guide turistiche di Novara e Verbania – vedi link a sinistra ASSOCIAZIONE GUIDE TURISTICHE.

PARCHEGGI Auto e autobus gratuiti – direttamente di fronte all’ingresso dei Giardini: Imbarcadero Navigazione Lago Maggiore.

ESCURSIONI a completamento della giornata – PALLANZA, Museo del Paesaggio e Chiesa Madonna di Campagna del ‘500; STRESA, le famose Isole Borromeo. Lago d’Orta, l’antico borgo e l’Isola di S. Giulio.

SITO UFFICIALE:            http://www.villataranto.it/default.asp